Il Medioevo in Terra di Lavoro


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Terra di Lavoro Terra di Santi

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Autori Vari (Domenico Caiazza - curatore)

TERRA DI LAVORO TERRA DI SANTI
Eremiti e monachesimo nell'Alta Terra di Lavoro da Benedetto a Celestino V


Quaderni Campano-Sannitici VIII,
Arti Grafiche Grillo, Piedimonte Matese 2005, pp. 204
formato cm 20X20, BN, coperta cartoncino a colori.

Il volume contiene gli Atti del Primo convegno di studi sulle radici delle spiritualità e cultura della Campania svoltosi il Raviscanina il 1 Luglio 2005. Rammentate le tensioni caritative, le aspirazioni millenaristiche, le valenze ereticali, le ansie profetiche del secolo che vide fiorire Federico II e Dante, San Francesco e Celestino V, esamina le testimonianze storiche ed archeologiche concernenti gli eremiti e cenobiti che dal tempo di Gregorio Magno a quello di Celestino V popolarono l'Alta Terra di Lavoro. Vengono esaminati e descritti l' Abbazia di S. Maria delle Ferrara, monasteri altomedievali e un battistero di probabile epoca goto-ariana, chiese medievali di villaggi abbandonati, l'attività agropastorale di Casamari in Terra di Lavoro. Dopo la cronaca del Convegno, una recensione, la presentazione di un restauro di una torre medievale segue l'appello a salvare dalla rovina l' Abbazia di S. Maria della Ferrara.

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INDICE


Presentazione.............................................................................................................................pag. 3

Onorato Bucci - II XIII secolo nella storia della Spiritualità Europea fra tensioni caritative e aspirazioni millenaristiche............................................................................................................................pag. 5

Domenico Caiazza - Eremiti e Cenobiti nell'Alta Terra di Lavoro...................................................... pag. 19

Domenico Caiazza - Alcuni monasteri medievali e un battistero tardoantico dell'Alta Terra di Lavoro...pag. 51

Igino Vona - L'attività agro-pastorale di Casamari in Terra di Lavoro................................................pag. 91

Luigi Di Cosmo - Note su chiese medievali di villaggi abbandonati dell'area alifana-telesino...............pag. 109

Luigi R. Cielo - S. Maria della Ferraria l'insediamento l'ambiente la chiesa.......................................pag. 133

Onorato Bucci - Presentazione del volume di Domenico Caiazza, II segreto di S. Pietro Celestino.......Pag. 147

Domenico Caiazza - La grotta di S. Michele Arcangelo in Monte Melanico Riti Preistorici
e culto michaelico nel nord di Terra di Lavoro..............................................................................pag. 155

Rossella Merola - Cronaca del convegno......................................................................................pag. 181

Aldo Cervo - Recensione............................................................................................................pag. 189

Francesco Paolo Grillo - II restauro del mastio di S. Angelo di Raviscanina promosso dal Rotary Club Alto
Casertano.................................................................................................................................pag. 191

Mozione per la tutela il restauro e la fruizione dell'Abbazia Cistercense di S. Maria della Ferrara.......pag. 203




Gli Atti del Convegno di Studi sulle radici della spiritualità e cultura della Campania svolto in Raviscanina il primo luglio di quest'anno sono stati preparati ed impressi in tre mesi, e mesi estivi, grazie alla puntualità dei Relatori ed alla sollecitudine e perizia degli stampatori. Ad essi va la gratitudine di chi scrive nella duplice qualità di Curatore degli Atti e di Presidente del Centro Studi S. Angelo di Ravecanina per aver così reso durevoli ed accessibili i contenuti del Convegno anche a quanti non poterono intervenire. In tal modo anche dopo che si sono spente le luci del congresso scientifico resteranno vivi e propizi a nuovi studi i dati e le riflessioni che gli studiosi hanno suggerito su un tema ed un tempo che fondano la nostra identità come popolo ed individui.
Nulla apparentemente è più lontano da noi del Medioevo barbarico, epoca tragica che vide rovinare o spente del tutto città millenarie e cattedre vescovili antichissime, basti pensare alla vicina Cubulteria-Dragoni, e l'uccisione o la fuga di possidenti e clero e talora di popolazioni davanti ai barbari che non sdegnavano di predare persino gli alveari di un eremita rifugiato sui monti.
E nessun rapporto pare ci possa essere tra noi ed i poveri eremiti che vivevano allora solitari in antichi mausolei o in grotte isolate nei monti. E tuttavia essi in tempi ferrei assicurarono la mite seppur durissima milizia della preghiera, della testimonianza, dell'ammonimento e dell'esempio, e fornirono una guida spirituale alle genti abbandonate dai potenti civili ed ecclesiastici in fuga. Poi in tempi più tranquilli fecero decorare con affreschi cappelle e grotte e ci lasciarono una potente testimonianza artistica e culturale.
Furono le ancore salde di un mondo in rovina e traghettarono nel futuro il passato: Benedetto a Montecassino, l'eremita di S. Eustachio sopra San Pietro Infine e quello di San Leonardo sopra Presenzano, i Benedettini di Monte S. Croce di Piana di Caiazzo, oggi di Monte Verna, quelli di S. Angelo in Formis occuparono antichi santuari romani e preromani e trasformarono in cristiani culti pagani.
Ancora oggi continuando usanze millenarie, dai nostri paesi salgono ai santuari alpestri ed alle grotte di San Michele del Matese, del Taburno e del Montemaggiore le processioni dei fedeli. Allo stesso modo a Madonna di Canneto le Compagnie dei pellegrini continuano da secoli a ritrovarsi in annuali convegni probabilmente ereditati dai padri sanniti e a San Michele in Monte Melanico continuano rituali forse dell'età della pietra, certo millenari.
E proprio nel Medioevo, dopo l'eversione dell'insediamento romano, nacquero i nostri abitati ed ancora oggi abitiamo sui colli all'ombra di castelli e torri plurisecolari e preghiamo in chiese erette e decorate dalla devozione e dall'arte degli antenati.
Ma questo patrimonio immenso di torri, castelli, abbazie, arte e devozioni, che è alla base stessa della nostra identità, è oggi estraneo e sconosciuto anche a coloro che hanno interessi culturali: si ignorano nomi, datazioni e funzioni dei monumenti antichi, e sono indecifrabili le figure ed i messaggi degli antichi affreschi e persine dei quadri del vicino Settecento. Dall'ignoranza nascono poi il disinteresse, l'incuria, l'abbandono, e diventano pericolose, minacciando rovina, realtà monumentali che potrebbero essere risorse preziose.
Il Centro Studi S. Angelo di Ravecanina è nato per reagire con lo studio, la documentazione, gli eventi culturali, a questo stato di cose e soprattutto per restituire col lavoro intellettuale locale la consapevolezza di se a questo territorio. Ma poiché la ricerca delle radici non è chiusura né sterile autocelebrazione bensì contributo offerto al vaglio scientifico il Convegno ha tentato di disegnare anzitutto un sommario quadro dei fermenti spirituali che agitarono il Medioevo da Benedetto a Celestino V in Italia e nella realtà locale ed in questo ha inserito quanto qui accadde. In tal modo e ancor più grazie a questo libro le collettività locali ed il mondo scientifico sono messi in condizione di meglio conoscere e di ulteriormente vagliare ed approfondire quanto emerso.
Naturalmente molto resta da fare ma ci sembra che gli inizi siano promettenti: è avviato un nuovo processo di studio sulla formazione spirituale di Celestino V, sono presentate opere d'arte inedite e monumenti poco studiati o ignoti. Giova poi rammentare che l'appello per la Ferrara ha raccolto generali consensi ed inizia a generare iniziative concrete per un monumento troppo a lungo abbandonato.
E questo è solo un inizio poiché II Centro Studi ha realizzato di concerto con la Parrocchia il progetto per la sede con annessa biblioteca e foresteria, a disposizione di studiosi e studenti, perché lo studio del territorio sia costante e proficuo ed inneschi dinamiche virtuose di conoscenza e valorizzazione. Agli Autori, al Gruppo Artemis, a Don Antonio Sasso, al GAL, in persona del Presidente De Cesare, il grazie più sentito.
Domenico Caiazza

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